EFFETTI DELLA FOTOESPOSIZIONE ACUTA E CRONICA SUL MELANOMA
Sunburns and Risk of Cutaneous Melanoma: Does Age Matter? A Comprehensive Meta-Analysis
Leslie K. Dennis, Marta J. Vanbeek, Laura E. Beane Freeman, Brian J. Smith, Deborah V. Dawson, Julie A. Coughlin
Ann Epidemiol 2008;18:614–627
Abstract.
- PURPOSE:
- Sunburns are an important risk factor for melanoma and those occurring in childhood are often cited as posing the greatest risk. We conducted a meta-analysis to quantify the magnitude of association for melanoma and sunburns during childhood, adolescence, adulthood and over a lifetime.
- METHODS:
- After reviewing over 1300 article titles and evaluating 270 articles in detail, we pooled odds ratios from 51 independent study populations for ‘‘ever'' sunburned and risk of cutaneous melanoma. Among these, 26 studies reported results from dose-response analyses. Dose-response analyses were examined using both fixed-effects models and Bayesian random-effects models.
- RESULTS:
- An increased risk of melanoma was seen with increasing number of sunburns for all timeperiods (childhood, adolescence, adulthood, and lifetime). In an attempt to understand how risk between life-periods compares, we also report these same linear models on a scale of five sunburns per decade for each life-period. The magnitude of risk for five sunburns per decade is highest for adult and lifetime sunburns.
- CONCLUSIONS:
- Overall, these results show an increased risk of melanoma with increasing number of sunburns during all life-periods, not just childhood. Prevention efforts should focus on reducing sunburns during all life-periods.
Traduzione
Le ustioni solari rappresentano un importante fattore di rischio per lo sviluppo di melanoma ed in particolare quelle che si sviluppano in età pediatrica sono considerate le più a rischio. Gli autori hanno condotto una meta-analisi per quantificare l'importanza delle ustioni solari nelle diverse fasce di età: infanzia, adolescenza ed età adulta.
Sono stati analizzati 1300 articoli di cui 270 in dettaglio.
I risultati di questa meta analisi hanno dimostrato che il rischio di sviluppare un melanoma è maggiormente legato al numero di ustioni totali indipendentemente dalla fascia di età in cui l'ustione avviene. In conclusione gli autori sottolineano l'importanza della protezione solare in tutte le face di età.
Le conclusioni di questo lavoro hanno un profondo significato soprattutto per quanto riguarda la produzione di campagne di prevenzione. Infatti possiamo assumere che ad oggi il messaggio della protezione solare in età pediatrica è stato recepito dalla popolazione. Inoltre la maggior parte della case produttrici dei filtri solari possiede una linea dedicata ai bambini e che questi ultimi sono tra i prodotti più venduti.
Il messaggio che invece deve essere ancora recepito dalla popolazione generale è che tutti i soggetti compresi madri, padri e soprattutto i nonni devono evitare le ustioni da sole. Infatti proprio questi ultimi soggetti, di sesso maschile tra i 40 e i 60 anni, la fascia dei pazienti più a rischio di sviluppare un melanoma. E' proprio verso questi soggetti che oggi dovrebbe essere indirizzata la campagna di prevenzione contro il melanoma.
Melanoma, Past Severe Sunburns and Multiple Solar Lentigines of the Upper Back and Shoulders
Ziad Reguiaï a Nicolas Jovenin b Philippe Bernard a Christian Derancourt a, c
Dermatology 2008;216:330–336
Abstract.
- Background:
- Multiple solar lentigines of the upper back and shoulders (MSLBS) have recently been demonstrated as being associated with intense sunburns in the past.
- Objective:
- To determine the prevalence of MSLBS among patients with cutaneous melanoma.
- Methods:
- This prevalence study was conducted prospectively from October 2003 to November 2004 in a single department of dermatology (Reims University Hospital, north of France). One hundred and twenty-five adult patients, followed up for a cutaneous melanoma, were included, and the prevalence of MSLBS was determined, with comparison of clinical characteristics of patients with and without these lesions.
- Results:
- The prevalence of MSLBS among patients with cutaneous melanoma was 37.6%. MSLBS were significantly and independently associated with cutaneous melanoma of the back in multivariate analysis (adjusted odds ratio, OR = 4.3, 95% confidence interval, CI = 1.5–12.3) and with recalled episodes of severe sunburn before the age of 28 (OR = 3.4, 95% CI = 1.3–9.4).
- Conclusion:
- Large irregularly shaped brown macules of the upper back and shoulders or MSLBS are frequent among adult patients with cutaneous melanoma. They are associated with melanoma located on the upper back. This topographical association further illustrates the relation between past intense sunburns and cutaneous melanoma. MSLBS should be evaluated as an easily recognizable clinical marker of the risk of cutaneous melanoma.
Traduzione
La presenza di lentiggini solari multiple a livello delle spalle e della parte alta della schiena sono associate a precedenti scottature solari. L'obiettivo di questo studio era valutare la prevalenza della presenza di lentiggini solari multiple a livello di spalle e schiena in pazienti con melanoma.
Questo studio si è svolto da Ottobre 2003 a Novembre 2004 nel dipartimento di dermatologia di Reims. Sono stati arruolati 125 pazienti in follow-up per melanoma cutaneo. La prevalenza delle lentiggini solari in questi pazienti è risultato essere il 37.6% ed associata in modo statisticamente significativo alla presenza di melanoma cutaneo. Questa associazione, anche di natura topografica, evidenzia la relazione tra il melanoma e le precedenti scottature solari che sono un importante fattore di rischio nello sviluppo dei melanomi.
Questo lavoro può essere molto utile per identificare i soggetti che sono più a rischio di sviluppare un tumore cutaneo maligno come il melanoma. Infatti la presenza di molte lentiggini solari localizzate a livello delle spalle e della schiena indica un soggetto che si è esposto in modo scorretto e non controllato alla radiazioni solari e quindi un soggetto maggiormente a rischio di sviluppare un melanoma. Questa segnalazione potrebbe essere molto utile anche per i medici di famiglia i quali potrebbero indirizzare i pazienti più a rischio a visite di controllo periodiche nell'ambito di un progetto di prevenzione.
Sun Exposure and the Incidence of Melanocytic Nevi in Young Australian Children
Simone Lee Harrison,1 Robert MacLennan,1,2 and Petra Gertraud Buettner1
Cancer Epidemiol Biomarkers Prev 2008;17(9). September 2008
Abstract.
The number of melanocytic nevi (MN) is an important risk factor for cutaneous melanoma. The present study further investigated the relationship between sun exposure, the incidence of MN, and the prevalence of large acquired MN( z5 mm). A cohort of 479 preschool children born in Townsville, Australia was examined for MNin 1991 and a year later. Sun exposure was assessed by questionnaire. The erythemally effective dose of solar UV radiation was estimated from questionnaire data combined with local UV biometry.
Almost all (97.7%) children had acquired new MN (median, 12), with a median incidence rate of 11.0 per year (interquartile range, 7.0-16.5). Total number of hours of sun exposure during follow-up (P = 0.034) and tendency to burn (P = 0.028) were independent risk factors for MNincidence. Sunburn experience during follow-up failed to reach significance when adjusted for tendency to burn. Lifetime number of sunburns (P < 0.001) and the severity of sunburns experienced during follow-up (P < 0.001) were significantly related to the presence of large acquired MN at follow-up. Reducing the total number of hours of sun exposure is particularly relevant in sun-sensitive children and may restrain the development of MN whereas avoiding sunburn in young children might prevent large MN, subsequently reducing the risk of melanoma.
Traduzione
Il numero delle lesioni melanocitarie è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di melanoma. In questo studio è stata valutata la relazione tra l'esposizione al sole e il numero di nevi melanocitari acquisiti e la prevalenza dei nevi di diametro maggiore di 5 mm. In uno studio di corte su 479 bambini Australiani sono stati contati il numero di nevi a distanza di un anno. Una stima dell'esposizione al sole è stata effettuata tramite un questionario somministrato ai pazienti stessi.
Nella maggior parte dei pazienti (97%) si è evidenziato un aumento del numero dei nevi, con una media di 11 nevi in più rispetto a l'anno precedente. Inoltre è stato evidenziano un associazione statisticamente significativa tra il numero di nevi con diametro maggiore di 5mm e un intensa l'esposizione al sole.
In questo lavoro viene ancora una volta evidenziata l'importanza della protezione solare in età pediatrica. Infatti è stato ampiamente dimostrato che sia un numero elevato di nevi che le loro dimensioni sono fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma. Di conseguenza evitare i comportamenti scorretti durante l'infanzia e l'adolescenza nei riguardi dell'esposizione solare i può determinare durante l'età adulta un minor rischio di tumori cutanei maligni come il melanoma.
Meta-analysis of risk factors for cutaneous melanoma according to anatomical site and clinico-pathological variant
Saverio Cainia, Sara Gandinib,*, Francesco Seraa, Sara Raimondib, Maria Concetta Fargnolic, Mathieu Boniold, Bruce K. Armstronge
Abstract.
A systematic meta-analysis was performed to evaluate if cutaneous melanoma (CM) risk factors differ depending on body site and histological type. Adjusted estimates were extracted from 24 observational studies, for a total of 16,180 cases. Multivariate randomeffects models were used to obtain summary relative risk (RR) estimates for all risk factors by body site and histological type. Summary RRs suggest that high naevus counts are strongly associated with CM on usually not sun exposed sites (p < 0.001) while different patterns of sun exposure show a tendency for higher RRs for CM on usually sun exposed sites than on other body sites (p = 0.087). Continuous pattern was found to be significantly inversely associated with CM for unexposed sites (p = 0.01). RRs also differed by body site for skin (p = 0.01) and hair colour (p = 0.01), and these differences could be attributed to gene variability. This finding seems to suggest different aetiologic pathways of melanoma development by anatomical site.
Traduzione
Questo articolo descrive una meta-analisi che è stata effettuata per valutare se esistono diversi fattori di rischio per il melanoma cutaneo in base alla sede corporea e al tipo istologico. I dati sono ottenuti da 24 studi osservazionali, per un totale di 16180 casi. In particolare è stato ricercato il rischio relativo (RR) di ciascun fattore di rischio nelle diverse sedi corporee e per i diversi tipi istologici. I dati ottenuti suggeriscono che un alto numero di nevi è fortemente associato ad un incremento dell'incidenza del melanoma cutaneo nelle sedi del corpo non fotoesposte (p < 0,001) mentre nelle sedi fotoesposte il più alto RR di sviluppare un melanoma è correlato al tipo di esposizione solare, continua o intermittente (p = 0,087). Nelle sedi non fotoesposte l'esposizione solare continua sembra essere inversamente associata al melanoma cutaneo (p = 0,01). Tale RR è determinato anche dal colore della cute (p = 0,01) e dei capelli (p =0,01), indicando il ruolo di una predisposizione genetica nell'indurre la comparsa del melanoma cutaneo. In conclusione si può affermare che in base alla sede corporea il melanoma presenta uno specifico pathway eziologico.
Dall'articolo si evince che per quanto riguarda il rapporto tra melanoma ed esposizione solare sia importante, a fini protettivi, una ridotta ma prolungata esposizione piuttosto che una non esposizione.
Smoking, sun exposure, number of nevi and previous neoplasias are risk factors for melanoma in older patients (60 years and over)
E Nagore, L Hueso R Botella-Estrada,A Alfaro-Rubio,I Serna,JP Guallar,I González,I Ribes,C Guillen
JEADV May 2009
Abstract.
- Background:
- Malignant melanoma risk factors have been studied in different geographical area populations. However, no study has focused on risk factors which are more frequently associated to the over 60's age group.
- Methods:
- A case-control study was performed that included 160 patients age ≥ 60 years diagnosed of cutaneous melanoma and 318 controls matched for age and sex. Both groups were assessed, by personal interview and physical examination, for different phenotype characteristics (hair and eye color, phototype), the presence of other cutaneous lesions (solar lentigines, actinic keratoses and nevi), degree and type of solar exposure and personal and family past history of cutaneous or non-cutaneous cancer. Differences were evaluated by contingency tables and univariate and multivariate logistic regression.
- Results:
- Of 17 factors, those risk factors with a strong effect on the development of melanoma in the elderly were: fair eyes, severe sunburns, years of occupational sun exposure, smoking, > 50 melanocytic nevi and personal history of NMSC and other non-cutaneous neoplasias.
- Conclusions:
- Tobacco smoking is an independent risk factor for cutaneous melanoma in the elderly. Intense (both acute and chronic) sun exposure and constitutional features, such as tumor susceptibility (NMSC, non-cutaneous neoplasias, and multiple nevi) are also associated with melanoma risk. All these factors should help to better design educational campaigns in older people.
Traduzione
I fattori di rischio del melanoma sono stati studiati nelle popolazioni di diverse aree geografiche, ma nessuno studio ha mai valutato quali siano i fattori di rischio specifici nella popolazione di età superiore a 60 anni. Nell'articolo viene riportato uno studio caso-controllo che include 160 pazienti di età superiore a 60 anni con diagnosi di melanoma e 318 controlli correlati per età e sesso. Entrambi i gruppi erano valutati con una intervista ed un esame clinico che esaminavano le caratteristiche fenotipiche (colore dei capelli e degli occhi, fototipo), la presenza di altre lesioni cutanee (lentigo solari, cheratosi attiniche e nevi), l'entità ed il tipo di esposizione solare e la storia personale e familiare di tumori cutanei e non. Dei 17 fattori valutati, quelli che si sono mostrati essere più fortemente correlati allo sviluppo del melanoma sono: occhi chiari, scottature frequenti, anni di esposizione solare occupazionale, fumo, più di 50 nevi e storia personale di tumori cutanei non melanoma e tumori non cutanei. In conclusione il fumo è un fattore di rischio indipendente per il melanoma nei soggetti giovani; ma l'esposizione solare intensa (sia acuta che cronica) e le caratteristiche costituzionali, come la suscettibilità ai tumori (NMSC, tumori non cutanei e nevi multipli) sono fortemente associati allo sviluppo del melanoma. Pertanto tutti questi dati potrebbero aiutare ad effettuare campagne di prevenzione per il melanoma nella popolazione di età avanzata.
Nell'articolo si sottolinea l'importanza dell'esposizione solare cronica nell'indurre l'insorgenza di un melanoma. Tale concetto viene però parzialmente messo in discussione, nel momento in cui gli autori affermano che non tutti i tipi di melanoma sono associati all'esposizione solare e soprattutto che recenti studi hanno evidenziato come una esposizione solare continuativa possa rappresentare addirittura un fattore protettivo nei confronti di tale tumore.
Melanoma: un'ipotesi eretica relativamente alla fotoesposizione cronica
F.Ricceri, V.De Giorgi, T.Lotti.
Capitolo 23. "Il melanoma. Prevenzione, diagnosi e terapia."
Sono ben noti a tutti i danni cutanei, sia di tipo acuto che cronico, provocati dall' esposizione alle radiazioni solari, soprattutto alle radiazioni ultraviolette di tipo A e B ( 280-400nm).
Ciò che forse è meno conosciuto, o comunque sempre più spesso dimenticato, è il reale beneficio, in termini di salute globale, che si potrebbe ottenere da queste stesse radiazioni grazie ad una corretta fotoesposizione.
In primo luogo, un beneficio immediato sul versante psicologico: l' esposizione ai raggi solari facilita, infatti, il rilascio dei cosiddetti "ormoni del piacere" (serotonina, endorfine e altre sostanze ad azione endorfino-like) che agirebbero da veri e propri antidepressivi naturali.
In secondo luogo, un beneficio a lungo termine sul versante fisico in senso stretto: l'esposizione alla luce solare rappresenta, infatti, la fonte principale di vitamina D per il nostro organismo, ottenuta grazie alla conversione del suo precursore, il 7-deidrocolesterolo, localizzato sulla superficie cutanea.
Ciò che è importante sottolineare, è come l' effetto benefico di questa vitamina non sia limitato al mantenimento di un corretto trofismo soltanto del tessuto osseo, (e importante quindi nella prevenzione di patologie come osteoporosi e osteomalacia), ma come si estenda anche alla maggior parte dei nostri tessuti, organi ed apparati (sistema CV, SNC, sistema immunitario, sistema riproduttivo…).
Le ultime evidenze in letteratura hanno, inoltre, dimostrato come la vitamina D sia in grado di esercitare anche un ruolo protettivo contro il processo di cancerogenesi. Grazie alle sue proprietà antiproliferative, antiangiogenetiche e proapoptotiche un incremento giornaliero di 25nmol/L, (corrispondenti a 1500 UI), di vitamina D, sarebbe, infatti, in grado di ridurre sia l' incidenza (del 17%), che la mortalità (del 19%) per i più frequenti tumori viscerali. I risultati più interessanti sono stati ottenuti da studi osservazionali di popolazione relativi al tumore del colon-retto, della mammella e della prostata: per questi tumori esisterebbe un rapporto direttamente proporzionale, statisticamente significativo, tra incidenza e mortalità per il tumore e latitudine (e quindi indirettamente con la durata complessiva di fotoesposizione). La constatazione che i soggetti che vivono a maggiori latitudini, che quindi hanno una minore percentuale complessiva di fotoespozione , hanno una maggior tendenza a sviluppare e a morire per questi tumori ha addirittura consentito di creare la cosiddetta "cancer map" che individua come zone calde per incidenza e per mortalità tumorale quelle in cui la latitudine è maggiore e quindi l'esposizione solare complessiva è ridotta.
Non solo. L'aspetto, forse, più interessante è come questi dati risultino applicabili anche per il più maligno dei tumori cutanei: il melanoma.
A dispetto di quello che si è sempre creduto, ossia che il sole rappresenti il fattore eziologico più pesantemente implicato nello sviluppo di questo tumore, una corretta fotoesposizione ne ridurrebbe non solo l' incidenza, ma anche la mortalità (impedendone la metastatizzazione) grazie alle proprietà esercitate da alte dosi di vitamina D. In contrapposizione con chi pratica una foto esposizione di tipo intermittente, con storia di ustioni solari, i soggetti con storia di fotoesposizione cronica, soprattutto se di tipo occupazionale svilupperebbero infatti una sorta di "hardening" generalizzato, un fenomeno che manterrebbe in uno stato di stretta sorveglianza e di iperattivazione il sistema immunitario, il sistema melanogenetico e quello riparazione del DNA.
Cosa si intende, quindi, per corretta foto esposizione? E soprattutto, come poterla ottenere?
Soltanto affiancando al concetto di medicina basata sull' evidenza, quello di medicina basata sul paziente (storia familiare e storia personale, fototipo e abitudini di vita) sarà possibile raggiungere quel precario punto di equilibrio che permetta da una parte di minimizzare gli effetti negativi della fotoesposizione, e dall' altra di enfatizzarne i reali benefici .
Bibliografia
- Giovannucci E. The epidemiology of vitamin D and cancer incidence and mortality: a review. Cancer Causes and Control 2005; 16:83-95
- Lim HS, Roychoudhuri R, Peto J, Scwartz G, Baade P, Moller H. Cancer survival is dependent on season of diagnosis and sunlight exposure. Int J Cancer 2006; 119:1530-1536
- Elwood JM. Jopson J. Melanoma and sun exposure: an overview of published studies. Int J Cancer 1997; 73:198-203
- Berwick M, Armstrong BK, Ben-Porat L, Fine J, Kricker A, Eberle C, Barnhill R. Sun exposure and mortality from melanoma. J Nat Canc Inst 2005; 97:195-199
- Diffey B. Do we need a revised public health policy on sun exposure? Br J Dermatol 2006; 154: 1046-1051
- Gillie O. A new government policy is needed for sunlight and vitamin D. Br J Dermatol 2006; 154:1052-1061