EFFETTI DANNOSI DELLA FOTOESPOSIZIONE ACUTE E CRONICA DAL PUNTO VISTA DELL'ESTETICA
Il principale danno estetico dovuto all'esposizione solare acuta e cronica è rappresentato dal vasto capitolo dell'invecchiamento cutaneo. (vedi Tab.1).
Tabella 1. Principali alterazioni presenti in un quadro di foto invecchiamento cutaneo
| Alterazioni funzionali | Correlati clinici |
|---|---|
| Accumulo di melanina | Efelidi Solari |
| Aumento dei melanociti e di melanina | Lentiggini |
| Aumento dei melanociti e di cheratinociti | Cheratosi Pigmentate |
| Aumento dei melanociti e di melanina e dei cheratinociti | Lentigo-Cheratosi |
| Diminuzione dei cheratinociti e dei melanociti | Atrofia Epidermica Focale |
| Aumento del corneo e della melanina in eliminazione | Ipercheratosi Focali |
| Diminuzione dello spessore del corneo e di melanina | Atrofocheratosi Focali |
| Danneggiamento fibre elastiche e collageniche | Rughe, solchi |
| Degenerazione fibre elastiche | Elastosi Solare |
| Alterazioni del circolo cutaneo | Teleangiectasie |
| Fragilità "impalcatura" dermo-epidermica | Pseudocicatrici |
| Danno sui cheratinociti | Cheratosi Attiniche/Carcinoma Spinocellulare |
The benefits and risks of ultraviolet tanning and its alternatives: the role of prudent sun exposure.
Sivamani RK, Crane LA, Dellavalle RP.
Dermatol Clin. 2009 Apr ; 27(2):149-54
Abstract.
Sunlight- and indoor ultraviolet (UV)-induced tanning is a common behavior, especially amongadolescents, young adults, and individuals who have lighter skin. Excessive sun exposure is associated with several health risks, including the acceleration of skin aging and the promotion of skin cancers. Several health benefits of UV exposure include vitamin D production and improved mood. This article analyzes these health risks and benefits and discusses pertinent issues surrounding indoor tanning, the role of sunless tanning products, and prudent sun exposure.
Traduzione
La luce solare e in particolare i raggi ultravioletti inducono l'abbronzatura, un comportamento comune, particolarmente di moda fra gli adolescenti, i giovani adulti e gli individui che hanno un fototipo chiaro. L'eccessiva esposizione al sole è associata con molti rischi per la salute, che vanno da un accelerato processo d'invecchiamento cutaneo fino alla possibile insorgenza di tumori della pelle. Tra i benefici del sole, invece, c'è l'aumentata produzione di vitamina D e il miglioramento dell'umore. Questo articolo analizza questi rischi per la salute e i benefici, discute le varie controversie in merito all'abbronzatura, il ruolo dei filtri solari, e il concetto dell'esposizione solare prudente.
Da tale articolo si evince che nell'educazione sociale dei nostri giorni un ruolo molto importante è svolto dall'aspetto estetico e la sua continua cura. La bellezza oggi è considerata un elemento indispensabile per i rapporti interindividuali e sociali e prevede tra i vari aspetti la moda di mostrare e "sfoggiare" una pelle abbronzata. Questo comporta l'abitudine di esporsi al sole in maniera eccessiva comportando un aumentato rischio di insorgenza di tumori della pelle e un accelerato processo di invecchiamento cutaneo. L'articolo inoltre analizza i benefici dell'esposizione solare quali l'aumentata produzione di vitamina D e il miglioramento dell'umore dovuto al rilascio di sostanze specifiche.
Multiple senile lentigos of the face, a skin ageing pattern resulting from a life excess of intermittent sun exposure in dark-skinned caucasians: a case-control study
Monestier S, Gaudy C, Gouvernet J, Richard MA, GrobJJ.
Br J Dermatol.2006 Mar;154 (3):438-44
Abstract.
- Background:
- Different patterns of skin ageing can be described depending on the predominant lesions, i.e. wrinkles, laxity, atrophy, senile lentigos (SLs), etc. They may correspond to different epidemiological contexts.
- Objectives:
- To identify and assess the epidemiological factors for a skin ageing pattern characterized by a high density of SLs on the face, or 'lentigo ageing pattern' (LAP).
- Methods:
- An age- and sex-matched case-control study was conducted in individuals aged between 60 and 80 years, comparing cases (n = 118) with a very high number of SLs on the face for their age, and controls (n = 118) with no or very few SLs for their age. The cases and controls were recruited in two hospitals.
- Results:
- In univariate and multivariate analysis, LAP was associated with skin types III and IV, with frequent sunburns, and with the part of the lifetime cumulative sun exposure which was received during vacations. Conversely, there was no link with the occupational and everyday exposures and the total cumulative exposure. LAP was associated with multiple solar lentigos of the upper back. No relationship was found with postmenopausal hormonal therapy, number of naevi, or freckles.
- Conclusions:
- Different epidemiological factors may account for the different skin ageing patterns. LAP seems to develop preferentially in dark-skinned caucasians who have repeatedly received intermittent and intense sun irradiations throughout their life, and have often developed solar lentigos on the upper back earlier in life, whereas the 'prominent wrinkling' pattern is known to affect light-skinned people and smokers with a life excess of continuous exposure.
Traduzione
- Background:
- Possono essere descritti differenti quadri clinici di invecchiamento cutaneo sulla base delle lesioni predominanti, che possono essere: rughe, lassità cutanea, atrofia, lentigo solari, etc. Esse possono corrispondere a differenti contesti epidemiologici.
- Obiettivi:
- L'obiettivo dello studio è di identificare e valutare i fattori epidemiologici che caratterizzano l'insorgenza di un quadro di invecchiamento cutaneo in cui prevalgono numerose lentigo solari in corrispondenza del volto, definito "lentigo ageing pattern" (LAP).
- Metodi:
- Lo studio caso-controllo è stato condotto su individui di età compresa tra 60 e 80 anni comparando 118 casi di persone con un alto numero di lentigo solari sulla faccia per la loro età, con 118 casi controllo con nessuna o poche lentigo solari per la loro età. I casi e i controlli erano reclutati in due ospedali.
- Risultati:
- Nell'analisi di più variabili questo pattern di invecchiamento cutaneo rappresentato da un numero elevato di lentigo solari del volto è stato associato ai fototipi III e IV, con all'anamnesi frequenti ustioni solari, e con lunga storia di esposizione solare intermittente e cumulativa dovuta a numerose vacanze al sole. Per contro non c'era collegamento con le esposizioni professionali e giornaliere e l'esposizione cumulativa totale. Il pattern LAP era associato con lentigo solari multiple della parte posteriore del tronco. Nessun rapporto è stato trovato con la terapia ormonale post-menopausa, con il numero di nei , o di efelidi.
- Conclusioni:
- Fattori epidemiologici diversi possono rappresentare i differenti modelli di invecchiamento cutaneo. Il pattern LAP sembra svilupparsi preferenzialmente in caucasici di carnagione scura con storia di esposizione solare intermittente e intensa nel corso della loro vita, e spesso hanno l'insorgenza di lentigo solari nella parte superiore della schiena in età giovanile, mentre il pattern di invecchiamento in cui prevalgono le rughe si riscontra prevalentemente in individui a fototipo chiaro, fumatori e con storia di esposizione solare continua.
Gli autori di questo articolo descrivono i diversi quadri clinici con i quali si può presentare un quadro di invecchiamento cutaneo sulla base delle lesioni che prevalgono. Da tale revisione si evince che ogni quadro di invecchiamento cutaneo si sviluppa sulla base di differenti fattori epidemiologici, delle caratteristiche del paziente, e delle proprie abitudini di vita.
Photoaging
Sjerobabsky Masnec I, Poduje S.
Coll Antropol. 2008 Oct;32 Suppl 2:177-80
Abstract.
Among harmful environmental factors that contribute to extrinsic aging, long-term effects of repeated exposure to ultraviolet light are the most significant and are referred to as photoaging. Photoaging is a multisystem degenerative process that involves the skin and skin support system. It is a cumulative process and depends primarily on the degree of sun exposure and skin pigment. The epidermis and dermis are both affected by UVB, but the dermis is also affected to a significant extent by UVA. It has long been thought that the majority of human photo-lesions due to UVB rays, now it is believed that UVA play a substantial role in photoaging. Photoaging affects the sun-exposed areas and is characterized clinically by fine and coarse wrinkling, roughness, dryness, laxity, teleangiectasia, loss of tensile strength and pigmentary changes. There is also an increase in development of benign and malignant neoplasms on photoaged skin. During the years the progress has been made in understanding the photoaging in human skin. UV irradiation invokes a complex sequence of specific molecular responses that damage skin connective tissue. Restriction of UV irradiation and the use of high-protection, broad-spectrum sunscreens may slow progression of photoaging.
Traduzione
Fra i fattori ambientali che contribuiscono ad accelerare il processo di invecchiamento cutaneo estrinseco la ripetuta esposizione solare rappresenta il maggiore responsabile e definisce quello che è il photoaging. Il photoaging è un processo degenerativo multisistemico che coinvolge la cute. Si tratta di un processo cumulativo che dipende primariamente dal grado di esposizione solare e dal pigmento cutaneo. L'epidermide e il derma sono entrambi colpiti dai raggi ultravioletti B (UVB), ma il derma è colpito anche da un ampio spettro di raggi (UVA). Si è sempre pensato che la maggioranza delle lesioni cutanee, che caratterizza l'invecchiamento cutaneo foto indotto, fosse provocato dai raggi ultravioletti B, ora si crede invece che un ruolo sostanziale sia svolto anche dai raggi UVA. Il photoaging colpisce le aree foto esposte ed è caratterizzato clinicamente da rughe sottili e/o profonde, irregolarità cutanee, secchezza cutanea, lassità, teleangectasie, perdita di tono e variazioni di pigmentazione. A livello delle sedi cutanee foto-danneggiate si può anche avere l'insorgenza di tumori cutanei benigni e/o maligni. Durante gli anni sono stati fatti numerosi progressi nello studio del foto invecchiamento della cute umana che hanno portato alla conclusione che i raggi ultravioletti invocano una sequenza complessa di specifiche risposte molecolari che danneggiano il tessuto connettivo cutaneo. Limitare l'esposizione solare e l'uso delle lampade abbronzanti e utilizzare costantemente schermi solari ad alta protezione e ad ampio spettro, riduce e in qualche maniera rallenta, l'inesorabile progressione del processo di invecchiamento cutaneo foto-indotto.
The role of elastin and collagen in cutaneous aging: intrinsic aging versus photoexposure.
Uitto J.
J Drugs Dermatol. 2008 Febr;7 (2 Suppl): s12-6
Abstract.
Cutaneous aging occurs through 2 biologically distinct processes: intrinsic and extrinsic aging. The first is a naturally occurring process that results from slow tissue degeneration. In human dermis, intrinsic aging is characterized by 3 features: atrophy of the dermis due to loss of collagen, degeneration in the elastic fiber network, and loss of hydration. In contrast to intrinsic aging, extrinsic aging is due to environmental factors. Since ultraviolet (UV) exposure is the principal cause of extrinsic aging, it is often referred to as photoaging. At the microscopic level, the distinguishing feature of photoaging is a massive accumulation of elastotic material in the upper and middle dermis, a process termed solar elastosis. Using recombinant DNA technology, it has become possible to demonstrate that UV radiation can activate the human elastin promoter. This provides a mechanism for enhanced elastin biosynthesis, which contributes to the clinical and morphologic changes observed in photoaged skin.
Traduzione
L'invecchiamento cutaneo è dovuto a due processi biologici distinti: esiste un invecchiamento cutaneo intrinseco e uno estrinseco. Il primo è un processo naturale che risulta da una degenerazione tissutale costante e lenta dovuta al cronologico passare degli anni. A livello del derma, l'invecchiamento intrinseco è caratterizzato da 3 aspetti: atrofia del derma, perdita di collageno, degenerazione delle fibre elastiche e perdita di idratazione. L'invecchiamento estrinseco al contrario è dovuto a fattori ambientali. L'esposizione ai raggi ultravioletti è la principale causa di invecchiamento cutaneo estrinseco spesso definito photoaging. A livello microscopico il fotoinvecchiamento cutaneo è caratterizzato da un deposito massivo di materiale elastico in corrispondenza del derma superiore e medio, processo denominato elastosi solare. Utilizzando tecnologie di DNA ricombinante è diventato possibile dimostrare che le radiazioni ultraviolette possono attivare il promoter dell'elastina umana. Questo provvede ad aumentare il meccanismo di biosintesi di elastina, il quale contribuisce ai cambiamenti clinici e morfologici osservati nel foto invecchiamento cutaneo.
In questo articolo viene sottolineato quali sono i due processi distinti che portano all'insorgenza di del complesso quadro clinico di invecchiamento cutaneo. L'invecchiamento cutaneo, infatti, viene classicamente distinto in invecchiamento crono-indotto o intrinseco (ageing) e comprende quell'insieme di modificazioni, geneticamente programmate, di tipo morfologico e funzionale che avvengono sulla pelle e che sono dovute a fattori endogeni che colpiscono tanto le aree protette dai raggi ultravioletti (UV), quanto quelle fotoesposte, ed invecchiamento fotoindotto (photoageing) dovuto all'effetto cumulativo della radiazione solare che si sovrappone e amplifica il processo di invecchiamento naturale. Questi due distinti tipi di invecchiamento sono stati per lungo tempo confusi tra loro perché il fotoinvecchiamento simulerebbe in maniera sorprendente da un punto di vista clinico quello cronologico e nelle aree fotoesposte i due fenomeni tendono a sovrapporsi ed amplificarsi sinergicamente. Tuttavia oggi si tende a considerare il fotoinvecchiamento un danno specifico da raggi UV a carico delle cellule cutanee e come tale in parte reversibile Nel fotoinvecchiamento (photoageing), quello provocato invece dalla cronica esposizione alla luce solare, i raggi ultravioletti (UV) interferiscono con la cute promuovendo eventi biologici che si traducono in una serie di danni, sia acuti (eritema e pigmentazione) che cronici. Tali danni instaurano un ampio complesso sintomatologico quale si osserva su cute fotoesposta di soggetti anziani, specialmente dopo anni di esposizione alla radiazione solare. La gravità del photoageing dipende anche dalla durata e dall'intensità dell'esposizione, dal fototipo individuale e dalla latitudine geografica. Le principali manifestazioni sono rappresentate da alterazioni della tessitura cutanea con un'accentuazione delle rughe d'espressione ed ampi solchi, alterazioni della consistenza con ispessimento cutaneo, ruvidezza, xerosi ed elastosi, modificazioni della pigmentazione (lentiggini solari, discromie), modificazioni della vascolarizzazione cutanea (teleangectasie), pseudocicatrici e cheratosi attiniche, lesioni tumorali quest'ultime che costituiscono la tappa finale (end-stage) di un ampio spettro evolutivo che caratterizza il processo di fotoinvecchiamento cutaneo.
UV-induced DNA damage initiates release of MMP-1 in human skin
Dong KK, Damaghi N, Picart SD, Markova NG, Obayashi K, Okano Y, Masaki H, Grether- Beck S, Krutmann J, Smiles KA, Yarosh DB.
Exp Dermatol. 2008 Dec;17(12): 1037-44. Epub 2008 May 3.
Abstract.
Destruction of collagen is a hallmark of photoaging. The major enzyme responsible for collagen 1 digestion, matrix metalloproteinase-1 (MMP-1), is induced by exposure to sunlight. To study the molecular trigger for this induction, human skin was ultraviolet-B (UVB)-irradiated and treated with liposome-encapsulated DNA repair enzymes. The photolyase-mediated DNA repair of epidermal UV damage was associated with a reduction of MMP-1 mRNA and protein expression in both the epidermal and dermal compartments of the skin. The role of the epidermal cells in MMP-1 induction in the fibroblasts was examined when human epidermal keratinocytes were irradiated with UVB and their media were transferred to unirradiated human dermal fibroblasts. Transfer of media from irradiated keratinocytes to unirradiated fibroblasts enhanced MMP-1 mRNA and protein. Thus, UV damage to keratinocytes of the epidermis may participate in the destruction of collagen in the dermis by release of soluble mediators that signal fibroblasts to release MMP-1. The MMP-1 induction was reduced when the keratinocytes were treated with DNA repair enzymes T4 endonuclease V or UV endonuclease prior to transfer of the media to fibroblasts. This implies that UVB, which deposits most of its energy on the chromatin of the epidermal keratinocytes and to a lesser extent in the upper dermis, has a significant role in photoaging. DNA damage in the keratinocytes initiates one of the signals for MMP-1 release, and enhancing DNA repair can reduce MMP-1 expression in human skin cells and tissue.
Traduzione
La distruzione del collageno è una delle caratteristiche che si riscontra sempre nel foto invecchiamento cutaneo. Il maggiore enzima responsabile del processo di degradazione e digestione del collagene di tipo 1, è la metalloproteinase-1 di matrice (MMP -1), essa viene attivata in seguito all' esposizione solare. Per studiare il meccanismo molecolare di questa induzione , è stato utilizzata cute umana irradiata con raggi ultravioletti B (UVB) e trattata con enzimi di riparazione del DNA liposoma-incapsulato. La riparazione del DNA fotolisi mediata in seguito al danno epidermico UV indotto era associato con una riduzione del mRNA della MMP-1 e della proteina espressa sia nell' epidermide che nel derma. Il ruolo delle cellule epidermiche nell'induzione della MMP-1 a livello dei fibroblasti si otteneva quando i cheratinociti epidermici umani erano irradiati con UVB e questi trasferivano il segnale ai fibroblasti dermici non irradiati. Tale trasferimento dai cheratinociti irradiati ai fibroblasti non irradiati aumenta la produzione dell'mRNA della MMP-1. Così, il danno sui cheratinociti epidermici indotto dagli UV è uno step fondamentale nel processo di distruzione di collageno nel derma attraverso il rilascio di mediatori solubili che inviano il segnale ai fibroblasti per il rilascio della MMP -1. La produzione della MMP-1 si riduceva quando i cheratinociti erano trattati con l'enzima riparatore del DNA T4 endonucleasi V o l'endonucleasi UV prima del trasferimento del segnale ai fibroblasti. Questo implica che gli UVB, che depositano la maggior parte della loro energia sulla cromatina dei cheratinociti epidermici ed in parte minore al derma superiore, hanno un ruolo significativo nell'invecchiamento cutaneo fotoindotto. Il danno a livello del DNA dei cheratinociti è uno dei segnali che da inizio al rilascio della MMP-1, e aumentando la riparazione del DNA si può ridurre l'espressione della MMP-1 in cellule di cute umana.
In questo articolo viene descritto lo studio effettuato dagli autori per dimostrare alcune delle caratteristiche molecolari del complesso processo di invecchiamento cutaneo fotoindotto, sottolineando il ruolo essenziale del collageno e degli enzimi responsabili della sua degradazione. Il maggiore enzima responsabile del processo di degradazione e digestione del collagene di tipo 1, è la metalloproteinase-1 di matrice (MMP -1), attivata in seguito all' esposizione solare. Per studiare il meccanismo molecolare di questa induzione , è stato utilizzata cute umana irradiata con raggi ultravioletti B (UVB) e trattata con enzimi di riparazione del DNA liposoma-incapsulato.